lunedì 5 gennaio 2015

Il Patto Con Il Diavolo





In genere quando si pensa al mistero dietro alla musica, a patti con il diavolo si pensa all'heavy metal, a gruppi relativamente recenti, invece il primo a sfruttare questa leggenda fu Robert Johnson, un uomo nero nato nel profondo sud degli Stati Uniti, più precisamente in Mississippi, circa 100 anni fa. Insomma un uomo che non solo per sua scelta ha sempre vissuto una vita al limite. Ho ascoltato per la prima volta una sua canzone non sapendo nemmeno che fosse sua, stavo guardando Blues Brothers il film ed è qui che ad un certo punto arriva, probabilmente la sua canzone più famosa, in questo caso ad interpretarla erano i fratelli del blues, Jake ed Elwood, John Belushi e Dan Aykroyd. La canzone è Sweet Home Chicago. Però in quel momento, magari perché non ero ancora un fanatico di musica, per me rimaneva una bella canzone in un film, niente di più. Solo un paio di anni fa di nuovo per caso, ho riascoltato una sua canzone, questa volta invece era Travelling Riverside Blues, reinterpretata dai Led Zeppelin, e forse proprio perché a suonarla era stato il gruppo di Jimmy Page e Robert Plant mi sono andato ad informare e ad ascoltare qualche sua canzone, e quello che ho scoperto in quel momento per me è stato sconvolgente, in pratica tutti i gruppi che ascoltavo e ascolto tutt'ora sono stati influenzati, e parecchio da questo bluesman, dai Rolling Stones ai Cream, dai Red Hot Chili Peppers agli stessi Led Zeppelin, oltre che tutti i più grandi chitarristi della storia Jimi Hendrix, Duane Allman, e gli stessi Eric Clapton e Jimmy Page. Oltre alla stupenda musica che compose e alla sua grande abilità alla chitarra la cosa che mi ha incuriosito di più è stata la sua storia, la sua vita e la sua morte. La leggenda di Robert Johnson nasce infatti un anno dopo la morte della moglie, si racconta che vagò per circa un anno in tutto il Mississippi, e durante questo periodo imparò a suonare la chitarra magistralmente, e nessuno capì in che modo, la sua personale spiegazione fu quella di aver fatto un patto con il diavolo, per cui ha venduto la sua anima in cambio dell'abilità nel suonare la chitarra. Oltre che da questo fatto la leggenda fu alimentata anche dai suoi testi per lo più improvvisati che contengono riferimenti alla magia nera, alla morte e all'occulto in generale. Ci sono inoltre altre curiosità sull'uomo e sull'artista, infatti Johnson pur essendo da tutti considerato uno dei più grandi esponenti del Delta Blues ha inciso pochissime canzoni, precisamente 29, tutte entrate nella storia della musica e riprese da molti artisti, personalmente io sono più legato a Love in Vain, una canzone che incise nel 1937 e che parla di un amore non ricambiato che lo fa sentire solo nel profondo, il pezzo anche se fortemente malinconico secondo me può può rappresentare chiunque è un pezzo senza tempo che accomuna ogni persona sulla faccia della terra, in più la melodia ti coinvolge nelle sue emozioni fino a sentirti come lui. Il secondo pezzo a cui sono più legato è sicuramente Hellhound on my trail, registrato sempre nel 1937, in questa canzone l'autore tratta come da suo solito di argomenti spettrali, essendo inseguito da segugi infernali il protagonista è costretto sempre a correre e a vivere nella miglior maniera possibile il poco tempo che ha a disposizione, questa secondo me è una metafora della vita di tutti ed esprime al meglio tutta l'esistenza di questo bluesman, che accompagna la sua voce con un riff di chitarra incalzante, segno dei segugi che lo stanno raggiungendo, cosa che avverrà molto presto. Infatti anche la sua morte avviene molto presto, a 27 anni, si proprio la stessa età a cui sono morti altre leggende della musica, è proprio lui il primo a far parte del famoso Club 27 composto tra gli altri da Jimi Hendrix, Jim Morrison dei Doors, Janis Joplin, Brian Jones dei Rolling Stones e Kurt Cobain dei Nirvana. Come del resto tutta la sua vita, anche la sua morte è avvolta da un alone di mistero, fu assassinato ad agosto del 1938 dal proprietario di un locale in cui suonava, probabilmente fu avvelenato per aver avuto una relazione con la moglie dello stesso, morì dopo 2 giorni di agonia a Greenwood in Mississippi senza aver ricevuto cure mediche, tutt'ora non si sa precisamente nemmeno dove fu sepolto, poichè nei dintorni di Greenwood ci sono più cimiteri con una lapide che porta il suo nome. Robert Johnson morì come ha vissuto, senza rimpianti. Ed ora magari la sua anima presa dal diavolo porta le sue canzoni in giro per i cimiteri del Mississippi suonando quel blues "maledetto" a chi non può più ascoltarlo, esattamente come erano soliti fare lo stesso Johnson e il suo maestro di chitarra, stavolta quello vero Ike Zinneman, non il diavolo.



Oltre a questo articolo oggi voglio lasciarvi qualche canzone di Johnson reinterpretata da famose rock band, canzoni che magari conoscete, ma che come me qualche tempo fa ignorate chi le abbia composte

Led Zeppelin - Travelling Riverside Blues - Coda
Rolling Stones - Love in Vain - Let it Bleed 
Rolling Stones - Stop Breaking Down - Exile on Main St.
Red Hot Chili Peppers - They're Red Hot - Blood Sugar Sex Magic
Cream - Crossroads (originale Crossroads Blues) - Wheels of Fire
Cream - Four Until Late - Fresh Cream

E per finire anche un album di cover fatto da Eric Clapton (se non si fosse già capito Slowhand è pazzo di Johnson) intitolato Me and Mr. Johnson.






2 commenti:

  1. Ragazzi...un blog che non conoscevo...ma non è mai troppo tardi, no?
    Bello!

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  2. grazie!!! certo che non è mai troppo tardi! anzi capiti al momento giusto, se ci seguirai ancora stiamo lavorando a delle belle novità! :)

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