sabato 19 ottobre 2013

News Viniliche

Per chi ancora non se ne fosse accorto, dal 10 settembre è possibile acquistare (in esclusiva su Amazon.it) "SOUND SYSTEM", un box-set con tutta la miglior produzione dei The Clash, ad un prezzo anche ribassato da quello del lancio, ci vogliono ben 129€ "spedizione gratuita", per portarsi a casa, una delle raccolte più belle che abbia mai visto!. Esteticamente intrigante con un vecchio stereo Sony a fare da box, un prezzo giusto visto che si tratta di una edizione limitata, e una varietà enorme di contenuti. La Sony sul suo sito fa sapere:

"Sony Music pubblica The Clash Sound System – tutto il meglio delle registrazioni dei The Clashrimasterizzato e riunito per la prima volta, in uscita il prossimo 10 settembre.
Il materiale è “raccolto” all’interno di un ricchissimo “StereoCofanetto” (boombox packaging) disegnato dal bassista Paul Simonon, ed include i 5 album “icona” della band nel loro formato originale (per un totale di 8 CD), rimasterizzati dai The Clash insieme a Tim Young; 3 CD con provini, hit non incluse in album, rarità e b-sides; un DVD con materiale video inedito di Don Letts e Julien Temple, video promozionali originali e materiale live, un manuale di istruzioni, ristampe della fanzine originale della Band, "Armagideon Times", ed una nuova versione delle stessa curata e disegnata da Paul Simonon - e, ancora, merchandise che include adesivi, placche, ed un esclusivo poster della band."



Vi ricordo che è si può anche scaricare in versione digitale, ma dato l'enorme numero di oggetti esclusivi, mi sento in dovere di dirvi "Pensateci Bene".
Eccovi di seguito la lista dei contenuti, direttamente da Amazon:

‘Sound System’ - CONTENUTO:

1. ‘The Clash’
2. ‘Give Em Enough Rope’
3. ‘London Calling’ (doppio album)
4. ‘Sandinista’ (triplo album)
5. ‘Combat Rock’

Tutti rimasterizzati dai CLASH insieme al grandissimo Tim Young

• 3 CDs che includono tracce rare, provini, singoli non invclusi in album e B-Sides (segue la selezione dei brani)
• DVD che include materiale video di Julian Temple, vecchi film super-8 girati da Don Letts, tutti i video promo della band e materiale live (dettagli a seguire)
• Manuale d’istruzioni
• Cartelletta che include il numero 1 e 2 della fanzine originale dei Clash (Armagideon Times 1 & 2 ) + il numero 3 della fanzine appositamente prodotta per questa pubblicazione (la nuova edizione della fanzine e disegnata e curata da Paul Simenon)

• Merchandise; placchette metalliche, adesivi, gagliardetti e molto altro!
• Un poster esclusivo

‘Sound System’ Extra CDs Track Listing:

Disc One

1. White Riot (Single version)
2. 1977 (B-side)
3. Listen (Capital Radio EP) / Interviews (Capital Radio EP)
4. Capital Radio (Capital Radio EP)
5. London’s Burning (Live B-side Remote Control)
6. Complete Control (Single version)
7. City Of The Dead (B-side)
8. Clash City Rockers (Original single version)
9. Jail Guitar Doors (B-side)
10. White Man In Hammersmith Palais (A-side)
11. The Prisoner (B-side)
12. 1-2 Crush On You (B-side Tommy Gun)
13. Time Is Tight (Black Market Clash)
14. Pressure Drop (B-side English Civil War)
15. I Fought The Law (Cost Of Living EP)
16. Groovy Times (Cost Of Living EP)
17. Gates Of The West (Cost Of Living EP)
18. Capital Radio (Cost Of Living EP)
19. Armagideon Time
20. Bank Robber (A-side)
21. Rockers Galore On A UK Tour (B-side)

Disc Two

1. Magnificent Dance (12”) 5:36 (available on Singles box set)
2. Midnight To Stevens (Outtake)
3. Radio One (B-side Hitsville UK)
4. Stop The World (B-side The Call Up)
5. The Cool Out (US 12” B-side of The Call Up)
6. This Is Radio Clash (A-side)
7. This Is Radio Clash (B-side 7” – different lyrics)
8. First Night Back In London (B-side Know Your Rights)
9. Rock The Casbah (Bob Clearmountain 12” mix) – PREVIOUSLY UNRELEASED
10. Long Time Jerk (B-side Rock The Casbah)
11. The Beautiful People Are Ugly Too (Outtake) – PREVIOUSLY UNRELEASED
12. Idle In Kangaroo Court (Outtake listed as Kill Time) – PREVIOUSLY UNRELEASED
13. Ghetto Defendant (Extended version - unedited) – PREVIOUSLY UNRELEASED
14. Cool Confusion (B-side Should I Stay Or Should I Go 7”)
15. Sean Flynn (Extended ‘Marcus Music’ version) – PREVIOUSLY UNRELEASED
16. Straight To Hell (Extended unedited version from Clash On Broadway) – PREVIOUSLY UNRELEASED

Disc Three

Extracts from The Clash’s first ever recording session at Beaconsfield Film School 1976. Recorded by Julien Temple

1. I’m So Bored With The USA
2. London’s Burning – PREVIOUSLY UNRELEASED
3. White Riot
4. 1977 – PREVIOUSLY UNRELEASED

Polydor Demos - The Clash’s second recording session November 1976

Produced by Guy Stevens

5. Janie Jones
6. Career Opportunities
7. London’s Burning – PREVIOUSLY UNRELEASED
8. 1977 – PREVIOUSLY UNRELEASED
9. White Riot – PREVIOUSLY UNRELEASED

Live at The Lyceum, London 28th December 1978

10. City Of The Dead
11. Jail Guitar Doors – PREVIOUSLY UNRELEASED
12. English Civil War
13. Stay Free – PREVIOUSLY UNRELEASED
14. Cheapstakes – PREVIOUSLY UNRELEASED
15. I Fought The Law

Bonus DVD

Julien Temple Archive - 6:20

White Riot Interview - 7:10

Promo and interviews with Tony Parsons

- 1977 1:87
- White Riot 1:48
- London’s Burning 2:05

Sussex University 1977

- I’m So Bored With The USA 2:14 – PREVIOUSLY UNRELEASED
- Hate & War 1:94 – PREVIOUSLY UNRELEASED
- Career Opportunities 1:42 – PREVIOUSLY UNRELEASED
- Remote Control 2:73 – PREVIOUSLY UNRELEASED

Don Letts Super 8 Medley 11:40

- White Riot 1:52
- Janie Jones 1:73
- City of the Dead 2:04
- Clash City Rockers 2:15
- White Man in Hammersmith Palais 2:53
- 1977 1:41

Clash On Broadway - 19:50

- London Calling
- This Is Radio Clash
- The Magnificent Seven
- Guns Of Brixton
- Safe European Home

Promo Videos

- Tommy Gun 3:00
- London Calling 3:20
- Bankrobber 4:00
- Clampdown (Live) 5:00
- Train In Vain (Live) 2:10
- The Call Up 3:10
- Rock The Casbah 3:20
- Should I Stay Or Should I Go (Live at Shea Stadium) 2:50
- Career Opportunities (Live at Shea Stadium) 3:00



Sempre il 10 settembre usciranno "THE CLASH HITS BACK", una selezione dei migliori brani dei Clash in 2 CD (disponibile anche in LP e Digital), e "THE CLASH 5 STUDIO-ALBUM SET", che include "The Clash", "GIvE ‘EM ENOUGH ROpE", "London Calling", "Sandinista!" & "Combat Rock" rimasterizzati e inseriti nel packaging originale.

Anche se non si tratta di vinili, non potevo non farvi sapere di questa raccolta, perché per un vero fan è davvero da non perdere.

giovedì 10 ottobre 2013

The Smiths - Meat Is Murder


Non ho davvero nessuna intenzione di essere frainteso con le parole di questo disco. Un sacco di gente ha scritto, riguardo al primo album, dicendo cose che erano molto poetiche ed interessanti, ma assolutamente imprecise.

IPSE DIXIT Morrissey




Come spesso mi capita, il sabato pomeriggio sono da Edo. Ci prendiamo un caffè e parliamo di Terzo Lato. Tra i dialoghi trovo un libro di tante pagine e inizio a sfogliarlo. Ci sono tantissimi aneddoti sul mondo della musica e ne trovo uno su Johnny Marr, che riporto di seguito.

Londra, Inghilterra  - 23 febbraio 2010


L’ex chitarrista degli Smiths Johnny Marr, è al settimo cielo: davanti alle telecamere dellaBBC dichiara di aver ritrovato la sua sei corde preferita, una Gibson SG rosso ciliegia del 1964 (valore stimato 30mila sterline).
Era stata rubata dieci anni prima dopo un concerto. Il colpevole del furto, il trentottenne Stephen White preso grazie a una soffiata, ha raccontato alla polizia londinese di essersi intrufolato nel backstage del music club Scala (a Kings Cross) dopo un concerto nel 2000.
“Mi vergogno profondamente di quello che ho fatto”, ha dichiarato, “provo solo disgusto per me stesso”.
La chitarra di Marr è rimasta esposta nel salotto di casa White per tutto questo tempo, mostrata con vanto ed orgoglio a visitatori, amici e curiosi.
Come attenuante, il fan disonesto ha raccontato a polizia e media che, quella di dieci anni fa, era stata una notte di bagordi. Ricorda di aver ingerito un mix di antidepressivi, stupefacenti e alcol, e di aver (poco dopo) perso il controllo delle proprie azioni.
La scomparsa del suo strumento preferito aveva profondamente turbato Johnny Marr. Pur di riavere la sua Gibson le aveva provate tutte. Inclusa una lauta ricompensa per chi riusciva a fornire qualche informazione utile al ritrovamento. Poi la resa. Per anni, Marr è stato convinto che gli autori del furto fossero ladri professionisti e che la sua Gibson fosse ormai irrintracciabile. Venduta a chi sa chi e chi sa dove.
Oggi, la stringe tra le braccia come fosse una figlia.
È così felice da rinunciare a qualsiasi azione legale contro Stephen White che, per altro, viene condannato a duecento ore di servizi sociali.
Il 23 febbraio è un giorno fortunato per gli Smiths.
Esattamente venticinque anni fa (il 23 febbraio 1985) usciva MEAT IS MURDER (la carne è un delitto), un album che aveva portato la rock band di Manchester al primo posto delle classifiche inglesi. Paradossalmente, proprio in questo lavoro, gli Smiths prendono una posizione politica più radicale che mai. E lanciano la campagna “pro-vegetaria” annunciata dalla stessa title track e che vede Morrissey (vegetariano convinto) arrivare a proibire, al resto del gruppo, di farsi fotografare mentre mangiano carne.


Il libro, che consiglio a chi vuole scoprire tante curiosità sui personaggi della musica, si chiama Rock Files – 500 storie che hanno fatto storia di Ezio Guaitamacchi, ed è per me un buon pretesto per parlare di un altro disco a cui sono affezionatissimo, Meat Is Murder.

Il disco è una presa di posizione continua, a partire dalla copertina, un immagine tratta dal documentario In The Year Of The Pig di Emile de Antonio,del 1969. La scritta originaria sull’elmetto del soldato era Make War Not Love, poi modificata in Meat Is Murder. Nella versione LP la foto è ripetuta quattro volte, mentre in quelle CD e musicassette una volta soltanto.
Morrissey la spiega così: E’ il nesso che sento a proposito dei gruppi animalisti che drammaticamente non fanno alcun progresso perché la maggior parte dei loro metodi sono molto pacifici, escludendo una o due cose. Mi sembra che quando qualcuno tenta di cambiare le cose in maniera pacifica, in realtà sta solo perdendo il suo tempo. E mi sembra che ora come ora, l’immagine della copertina dell’album illustra, spero, l’unico modo che possiamo usare per sbarazzarci di cose come l’industria della carne, o come le armi nucleari, ed è davvero quello di dare alle persone un assaggio della loro stessa medicina.
Le incisioni su questo disco sono: ILLNESS AS ART e DOING THE WHYTENSHAWE WALTZ, Whitenshawe dovrebbe essere un posto molto familiare a Johnny Marr.

Le danze o meglio le riflessioni si aprono con The Headmaster Ritual, ripresa anche dai Radiohead, un attacco senza mezzi termini alla brutalità delle scuole di Manchester. Il testo ha dei riferimenti biografici e Moz in un’intervista del tempo confessa: Se facevi cadere una matita venivi picchiato a sangue. Era un clima molto aggressivo. Era come se l’unica attività degli insegnanti fosse quella di frustare gli allievi, cosa in cui riuscivano da esperti. Ed ancora: Ho frequentato una scuola che alla fine ha ottenuto l’attenzione generale per essere la scuola più brutale del paese per punizioni capitali. Era davvero una scuola assurda, frequentata da ragazzi della classe operaria, e la sola cosa che potevi fare erano lavori in legno. Naturalmente quando lasciavi la scuola andavi a lavorare in qualche fabbrica o giù di lì. Non c’era possibilità di parlare bene o di leggere libri. Ricordo una volta in cui agli allievi fu chiesto di scrivere del proprio libro preferito ed io scrissi del dizionario. Ricordo di essere stato quasi espulso per essere stato così perverso e ribelle. Era proprio quel tipo di scuola!



Rusholme Ruffians ha un testo ironico e crudele come solo lui riesce a scrivere. (The last night of the fair/By the big wheel generator/A boy is stabbed/And his money is grabbed/And the air hangs heavy like a dulling wine/She is famous/She is funny/An engagement ring/Doesn't mean a thing/To a mind consumed by brass (money)/And though I walk home alone/(I might walk home alone)).
Rusholme è una malfamata zona di Manchester vicino all’Università, e forse proprio per questo si pronuncia Rush-home, ovvero corri a casa.
Qualche anno più tardi il cantante spiega le particolari atmosfere di quel posto: Ricordo che ero ad una fiera a Stretford Road: era presto, le 5 del mattino, e me ne stavo vicino alla pista dell’autoscontro. Qualcuno mi venne addosso e mi diede una testata. Era molto più grande di me e anche più grosso. Rimasi stordito per almeno 5 minuti. Quello che trovo assurdo è il modo in cui si accettavano queste cose. Era proprio il tipo di cose che accadevano. Non credo che fosse perché io apparivo diverso all’epoca. Non c’era mai bisogno di una ragione vera.

I Want The One I Can’t Have, prima canzone al festival di Glastonbury del 2011, è l’insieme di incertezze e insoddisfazioni della vita delle persone, di piccoli crimini, di disagi, e di insignificanti desideri raggiunti
(A double bed/And a stalwart lover, for sure/These are the riches of the poor/A double bed/And a stalwart lover, for sure/These are the riches of the poor).



Dopo la stravagante parentesi di What She Said in cui una donna intellettuale sembra vedere il suicidio come l’azione più alta del romanticismo, i toni tornano serissimi con l’unico singolo del disco That Joke Isn’t Funny Anymore in cui uno dei due personaggi del dialogo ha paura di scherzare su temi piuttosto drammatici (When you laugh about people/Who feel so very lonely/Their only desire is to die/Well, I'm afraid/It doesn't make me smile).

Il secondo lato si apre con Nowhere Fast, una vera e propria poesia che lascia senza fiato per la sua verità, con un’ultima strofa meravigliosamente cruda e reale (And when I'm lying in my bed/I think about life and then I think about death/And neither one particularly appeals to me/And if the day came when I felt a natural emotion/I'd get such a shock I'd probably lie/In the middle of the street and die/I'd lie down and die). Questa canzone nei versi iniziali contiene un’oltraggiosa offesa alla Regina (I'd like to drop my trousers to the Queen/Every sensible child will know what this means).
Manca poco a The Queen Is Dead e Morrissey ha le idee chiarissime a riguardo: Per me c’è qualcosa di drammaticamente orribile in una persona che riesce a portare un vestito da 6.000 sterline quando nello stesso momento c’è gente che non può permettersi di comprarsi da mangiare. Quando la regine mette quel vestito il messaggio che sta mandando alla nazione è: io sono la maestà eccezionalmente dotata e voi siete degli zotici piagnucoloni. La stessa idea che le persone si interessino ai fatti relativi a questo vestito è un insulto enorme a tutta la razza umana.


Well I Wonder fu pubblicata anche come b-side del singolo How Soon Is Now, e si incentra sulla disperazione, sulla solitudine di un amore appena accennato. Il protagonista si domanda se il suo lui/lei possa mai accorgersi della sua esistenza.

Barbarism Begins At Home, il solo canale di comunicazione aperto per un sacco di genitori è la violenza, anche queste sono parole difficili da fraintendere e giungiamo all’ultima canzone, che però è il baricentro reale di questo disco, Meat Is Murder.
Tutto ruota intorno a questo concetto.
E’ una dichiarazione diretta. Di tutti i temi possibili esaminati, le persone sono ancora vagamente preoccupate circa il trattamento degli animali. Sembrano ancora credere che la carne è una sostanza particolare non collegata direttamente agli animali che girano in quel campo laggiù. La gente non si rende conto di quanto orribilmente e spaventosamente l’animale arriva al piatto.

Morrissey e gli Smiths rendono pubbliche le proprie idee e lo fanno senza mezzi termini o critiche velate. È tutto chiaro e dichiarato con molto stile e classe, ma i concetti sono crudi invitano a ribellarsi ad una violenza fisica e psicologica, gratuita e oligarchica, gestita da persone che non possono definirsi esseri umani.

BELLIGERENT GHOULS



Voto: 7/10

UK Album Chart: #1


The Smiths – Meat Is Murder (1985)

Side One
The Headmaster Ritual
Rusholme Ruffians
I Want The One I Can’t Have
What She Said
That Joke Isn’t Funny Anymore

Side Two
Nowhere Fast
Well I Wonder
Barbarism Begins At Home
Meat Is Murder


MORRISSEY voice
JOHNNY MARR guitars, piano
ANDY ROURKE the bass guitar
MIKE JOYCE the drums

Recorded at Amazon Studios, Liverpool and Ridge Farm, Surrey
Mixed at Island Studios, London
Winter 1984
Sleeve by Morrissey
Produced by The Smiths
Engineered by Stephen Street
Words by Morrissey
Music by Johnny Marr


Made in UK



lunedì 30 settembre 2013

U2 - Achtung Baby


Che suono ha Acthung Baby? Secondo me quello di quattro tizi che cercano in tutti i modi possibili di tirare giù a calci il joshua tree.
 IPSE DIXIT Bono





Partiamo subito dal Terzo Lato: questo è uno di quei dischi ereditati dagli scaffali di mio padre, che però non mi ha menzionato gli U2 come suoi miti, che negli anni ottanta e novanta erano i Simple Minds e Sting.
In pratica mi avvicino agli U2 grazie a mio zio e al suo negozio di dischi. Ricordo un megacartellone con un bambino con l’elmo e la cornice dorata: U2 The Best Of 1980-1990, ma io avevo appena otto anni.
Nel 2000 arriva nel suo negozio All That You Can’t Leave Behind (per la cronaca le prime quattro canzoni sono: Beautiful Day, Stuck In A Moment, Elevation, Walk On). Ne arriva una copia anche nello stereo della mia casa e… insomma… da lì inizia la storia.
Inizia questa specie di storia d’amore o di affinità intellettiva con gli eterni ragazzi di Dublino.
Nel 2002 compro The Best Of 1990-2000 che oggi è solo un soprammobile, visto che l’ho bruciato in pochi mesi sentendolo in continuazione.
Grazie a questa raccolta e a quella precedente inizio a capire che la strada che li ha portati fin dentro il mio stereo è lunga e da conoscere.
Ed eccomi a rispolverare i vecchi dischi dietro quelli di Claudio Baglioni, Whitney Houston e Franco Battiato.
Ne trovo due: Rattle And Hum e Achtung Baby, il primo è uno strano disco live con qualche perla (come ho già scritto qualche post fa), invece il secondo, leggo dietro che è quello contenente One, meriterebbe una grande attenzione, lo so. Ma a One, traccia numero 3, non ci sono mai arrivato, in verità non sono mai arrivato nemmeno alla fine di Zoo Station… non mi ispirava.
Inizio a farmi una cultura su tutti gli altri dischi: Boy, War, The Joshua Tree, ma Achtung Baby rimane lì a prendere polvere.

Finché si accende una lampadina sopra la mia testa.
E’ il 2009, gli U2 hanno da poco pubblicato No Line On The Horizon, ed  io sto preparando gli esami di maturità con i miei compagni a casa di Cristina con delle nuvole di fumo inquietanti.
John e Sara, le mie metà, sono lì che viaggiano con il loro bel tema ed io sto (come al solito) in preda all’ansia e non riesco a scrivere nemmeno una lettera, mi tirano fuori da questo momento di crisi esistenziale, portandomi fuori all’aria aperta.
“che stai facendo?”
“Ma che ne so. Aiutamemi!”
Sara si mette a leggere i miei appunti a cercare di trovarmi una soluzione. Siamo nei primi del novecento tra le opere di Picasso e I Fiumi di Ungaretti che Sara recita:

Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come un’acrobata
Sull’acqua

Ed ecco la lampadina della mia mente deviata che mi porta direttamente ad Achtung Baby.
Acrobat, non a caso traccia 11, l’unica canzone del disco a non essere mai stata suonata live, ha secondo me uno dei migliori testi mai scritti da Bono e parla della perdita di valori in modo rabbioso (When I first met you girl/You had fire in your soul/What happened your face/ Of melting in snow?/ Now it looks like this!/ And you can swallow/ Or you can spit/ You can throw it up/ Or choke on it/ And you can dream/ So dream out loud/ You know that your time is coming ‘round/ Don’t let the bastards grind you down).
Quasi dieci anni dopo averlo trovato, questo disco mi appare per quello che è: un capolavoro.

Gli U2 registrano a Berlino dopo la caduta del muro e il particolare titolo con la parola Achtung (attenzione in tedesco) è un monito a non dedurre che tutti i problemi sono finiti con l’abbattimento fisico di un muro, c’è ancora la guerra, la guerra fredda, la fame, la povertà e tutto quello che non vediamo.

Gli U2 registrano a Berlino e sono sul punto di sciogliersi. Il muro è caduto ma si alzano pareti insonorizzate tra di loro. Bono e The Edge sono per l’innovazione e la ricerca di un nuovo sound, Adam e Larry vogliono rimanere gli U2 degli anni ottanta.
Provano a suonare qualcosa ma i risultati sono scadenti da tutti i punti di vista, finché Edge non prende un riff da Mysterious Ways ed ha inizio la storia di una canzone e di un disco intero.
One è il pezzo che mette d’accordo i quattro U2, è la prima canzone scritta per Achtung Baby e una delle più belle canzoni della storia della musica.
Il testo, nonostante i mangiatori di inglese maccheronico appena sentono la parola love pensino si tratti di amore e di vissero felici e contenti, parla di divisione e di convinzione che sia qualcosa oltre.
Bono spiega in prosa i versi di One: “Sono parole di rassegnazione, che dicono che il solo modo per uscire di qui è che io aiuti te e tu aiuti me, che ci sosteniamo e incoraggiamo a vicenda. Dice che io ti aiuto a saltare il muro e tu mi tiri su: forse è un concetto contorto e sicuramente non è romantico. Per questo quando la gente mi ferma per strada e mi dice che l’ha fatta suonare al suo matrimonio non riesco a crederci. One parla di separazione”.



La copertina del singolo di One è l’unica che si discosta dallo stile di Achtung Baby ed è “una fotografia di David Wojnarowicz su come gli indiani cacciavano i bisonti costringendoli a correre fino a precipitare in un dirupo. Il fotografo identifica se stesso e noi stessi con i bisonti, sospinti verso l’ignoto da forze che non possiamo controllare o nemmeno comprendere. Wojnarowicz è un artista e scrittore attivista le cui opere hanno recentemente creato polemiche a causa della loro descrizione evidente e senza compromessi dell’omosessualità dell’artista, della sua infezione HIV e della crisi politica che circonda l’AIDS”, così è scritto all’interno del singolo.

Zoo Station è la stazione della metropolitana Zoologischer Garten, la stessa dei ragazzi di Cristiana F. e il modo per arrivare agli studi di registrazione.
Dai sentimenti e i luoghi di All I Want Is You o Where The Streets Have No Name , si passa a parlare di gas esilarante, di ingorghi e di distribuzione di massa.
Even Better Than The Real Thing, pezzo d’apertura al festival di Glastonbury 2011, è una critica ironica alla cultura moderna come si può vedere anche nel video ufficiale. Bono la vede cosi: “Le persone non vogliono più la verità, non sono interessante a sapere quale sarà il loro destino o perché siamo nati. Oggi si vive per il momento, per la gratificazione immediata: una cosa che può essere molto pericolosa in termini politici, ecologici, addirittura in famiglia. Ma questa è la cultura da rave che ormai domina nella società contemporanea: questa è la realtà, anzi, per la gente è anche meglio della realtà”.



Until The End Of The World, altro capolavoro del disco, ruba il titolo all’omonimo e ambiziosissimo film di Wim Wenders, ma il testo è un dialogo tra Giuda e Gesù (I kissed your lips and broke your heart/ You, you were acting like it was the end of the world).  È una delle più suonate live dal gruppo ed è presente in quasi tutti i dvd dei concerti, anche se per ascoltarla dal vivo ho dovuto aspetta ben tre concerti, prima del 360° a Roma.



Who’s Gonna Ride Your Wild Horses e So Cruel sono due differenti conclusioni di storie d’amore che fanno soffire (You say in love there are no rules/ Sweetheart/ You’re so cruel).



The Fly, pubblicata come primo singolo, è il manifesto della nuova strada postmodernista intrapresa dagli U2. Il testo è cinico e disilluso come mai prima (It’s no secret that a friend is someone who let you help/ It’s no secret that a liar won’t believe anyone else/ They say a secret is something you tell one other person/ So I’m telling you…child).



Mysterious Ways parla metaforicamente della Luna e la copertina del singolo si incastra con quelle di Even Better Than The Real Thing, Who’s Gonna Ride Your Wild Horses e The Fly per creare una macchina.

Tryin’ To Throw Your Arms Around The World è un pezzo bizzarro e surreale la cui perla è il verso: And a woman need a man/Like a fish needs a bicycle.
“Una donna ha bisogno di un uomo come un pesce di una bicicletta” è lo slogan di movimento femminista degli anni settanta ed è parafrasata dalla frase “un uomo senza fede era come un pesce senza bicicletta” di uno psicologo americano.

E dopo tutti i temi duri, ironici e disillusi arriva la canzone più allegra di tutto il disco ed una delle mie preferite in assoluto.
Ultraviolet (Light My Way) finalmente entrata in scaletta nel 360° Tour dopo anni e anni di assenza, è una canzone che parla di luce, di luce che si spegne, come dimostra l’ultima strofa al passato, è il ricordo allegorico dell’amore attraverso i casini, i pianti, le corse e le lampadine accese sopra il letto (Sometimes I feel like I don’t know/ Sometimes I Feel like checkin’ out/ I want to get it wrong/ Can’t always be strong/ And love it won’t be long).

Love Is Blindness in chiusura è intrigante e ambigua sia nella musica  che nel testo che sembra riferirsi all’amore di un attentatore verso la sua causa, allo sposare una causa e non rendersi conto di quanto sia orribile.

Si potrebbe ancora parlare a lungo di questo disco, del seguente Zoo Tv, di Berlino, della mastodontica ristampa del 2011, ma sono discorsi infiniti.
Achtung Baby è il disco da cui parte la nuova musica degli U2 e la nuova musica alternativa.
E’ l’inizio del postmodernismo degli U2 che da profeti irlandesi ora fingono fin  quasi a confondersi di essere zooropei, di essere standardizzati, cinici, disillusi e felici. Quell’EVERYTHING YOU KNOW IS WRONG è una maschera o un filtro per andare avanti in un mondo troppo capitalista. In un mondo in cui le strade hanno tutte il nome e dove nessuno sta cercando il vero significato delle cose.
E’ l’unico modo per andare avanti.

E poi se non era per questo disco probabilmente all’esame di maturità avrei fatto scena muta.

LIGHT MY WAY

Voto: 10/10



U2 – Achtung Baby (1991)

Side One

ZOO station (4.36)
even BETTER than the REAL THING (3.41)
ONE (4.36)
 until the END of the WORLD (4.39)
who’s gonna RIDE your WILD HORSES (5.16)
SO cruel (5.49)

Side Two

the FLY (4.29)
MYSTERIOUS ways (4.04)
TRYIN’ to throw your ARMS  around the WORLD (3.53)
ULTRA violet (light my WAY) (5.31)
ACROBAT (4.30)

LOVE IS blindness (4.23)






sabato 21 settembre 2013

Dress To Kill

Dal Febbraio 1974 all'anno successivo i Kiss pubblicano tre album in studio, aumentando velocemente il seguito di fan. Il tamtam mediatico aiutava la band ad avere un pubblico sempre più folto ai loro concerti, pronti ad assistere ad uno spettacolo mai visto prima. "Hotter Than Hell" non si rivelò, nonostante il disco d'oro, un album che potesse segnare la carriera dei Kiss, quindi un po' pressati dalla casa discografica, un po' per motivazioni proprie, la band ritornò a lavorare ad una nuova produzione da porre su vinile. L’obiettivo era portare il gruppo ad un livello superiore, riuscire a fare il tutto esaurito sempre, dando un immagine che rimaneva impressa nella mente di chi li andava a vedere. La casa discografica Casablanca aveva sollecitato le vendite con singoli e tv show ma volevano aumentare i loro sforzi e le loro idee per far si che il nuovo album avesse qualcosa di più! Il nuovo album avrebbe dovuto racchiudere un inno, un anthem facilmente riconoscibile da tutti che portasse un aumento incredibile di vendite ed esibizioni dal vivo mai viste prima.

Nasce così "Dressed to Kill" il terzo album in studio della Band Statunitense, al suo interno ecco l'inno che da generazioni viene ancora tramandato, "Rock and Roll All Nite" nacque semplicemente da due mezze canzoni incomplete delle due menti pensanti della band, Paul e Gene, i quali ricucirono i frammenti e scrissero un pezzo leggendario. La sensazione era quella di aver scritto un pezzo che avrebbe sfondato. Un disco perfetto, oltre a delle canzoni perfette, deve anche avere un estetica che sia perfetta, quindi viene contattato uno delle leggende della fotografia, Bob Grue, quello che aveva immortalato John Lennon e tante altre rockstar, e proprio dal fotografo nacque l’idea di cogliere la band truccata, in giro per la Grande Mela ma in giacca e cravatta. Una grande idea per alimentare l’anticonformismo e l’utopistica lotta contro il sistema, realizzabile solo facendosi prestare abiti da qualcuno, in quanto nessuno di loro possedeva giacche e cravatte. Infatti nella copertina, troviamo un Gene Simmons con un vestito troppo corto e stretto abbinato ad un paio di zoccoli bianchi che fanno impressione per bruttezza ed abbinamento. La copertina con logo bianco e sfondo nero, nonostante tutto, si dimostrò incisiva nonostante la band ormai aveva perfezionato al meglio anche il suo make-up nei vari live.


La musica, in questo nuovo lavoro, è decisamente migliore e lo standard compositivo si è sollevato vertiginosamente. Oltre "Rock and Roll All Nite" che ormai fa parte della storia, il resto dell'album, risulta potente, ben scritto e memorizzabile da chi ascolta. Sin dalle prime note di "Room Service", il suono appare più moderno grazie anche e sopratutto alla registrazione tenuta presso i celebri studi Electric Lady di New York. Chitarre e cori in risalto e una voce di Paul Stanley che spunta fuori dagli speaker e una batteria che si sente anche in spessore, tutto molto Kiss con un Gene che lucida il marchio di fabbrica con una voce unica, forse anche inaspettata, colorando un pezzo bello da canticchiare durante tutta la giornata. Minimale il riff di "Getaway" che esplode tutta nella voce rocamente avvelenata del “Gatto” ed Ace che si scatena anche nelle cuciture del pezzo. Si arriva cosi ai capolavori di "Rock Bottom" e "C’mon and Love me". La prima si apre con un lungo e significativo arpeggio, con la voce di Paul pronta a volare verso il cielo. La seconda è una love rock song, melodicamente intensa. Ovviamente si arriva  al singolo "Rock and Roll All Nite". Orecchiabile, potente, semplice nella struttura,pieno di energia, un simbolo della dinastia Kiss. Quando il singolo venne rilasciato, nonostante le grandi speranze riposte, non fu il successo, anche se le radio lo proponevano di continuo, in molti pensavano che era un pezzo (né carne né pesce) , non fu né una catastrofe né un successone. Alla fine la storia gli ha dato ragione e questa (semplice) canzone divenne un ritornello che rimane nascosto per tutta la vita in una parte del cervello pronto ad uscir fuori quando ce n'è bisogno. Il tour che seguì il disco fu straordinario tanto che qualcuno lanciò l’idea di registrare al\cune date dal vivo. Nasce così, secondo me, una delle band più unica della storia del Rock.



VOTO 8


Track listing

Room Service (Stanley) - 2:59
Voce solista: Paul Stanley

Two Timer (Simmons) - 2:47
Voce solista: Gene Simmons

Ladies in Waiting (Simmons) - 2:35
Voce solista: Gene Simmons
Getaway (Frehley) - 2:43
Voce solista: Peter Criss
Rock Bottom (Frehley, Stanley) - 3:54
Voce solista: Paul Stanley
C'mon and Love Me (Stanley) - 2:57
Voce solista: Paul Stanley
Anything for My Baby (Stanley) - 2:35
Voce solista: Paul Stanley
She (Coronel, Simmons) - 4:08
Voce solista: Gene Simmons
Love Her All I Can (Stanley) - 2:40
Voce solista: Paul Stanley
Rock And Roll All Nite (Simmons, Stanley) - 2:49
Voce solista: Gene Simmons



Il gruppo

Gene Simmons - basso; chitarra ritmica nella terza traccia; voce
Paul Stanley - chitarra ritmica; chitarra solista nella sesta traccia; voce
Ace Frehley - chitarra solista
Peter Criss - batteria; voce